Binge eating disorder

Binge eating disorder



Fra le sindromi parziali, esiste un quadro clinico definito in inglese Binge Eating Disorder (BED) traducibile in italiano con la definizione Disturbo da Abbuffate Compulsive.

Il sintomo ha due caratteristiche distintive: la prima è oggettiva, quantitativa, ed è l’eccesso di cibo, la seconda è soggettiva, qualitativa ed è la sensazione di perdita del controllo, la compulsione.

Il sintomo di Binge Eating si può presentare in tutto l’arco delle sindromi che compongono la categoria delle patologie alimentari ed è indipendente dal peso corporeo. È presente nell’anoressia nervosa, nella bulimia nervosa, in alcune sindromi parziali in cui la persona ha un peso normale o nei vari gradi di sovrappeso e di obesità. Negli episodi di alimentazione incontrollata il cibo viene ingerito molto rapidamente, in grandi quantità e indipendentemente dallo stimolo della fame; l’abbuffata, di regola, avviene in solitudine a causa dell’imbarazzo che tale comportamento provoca e il cibo viene ingerito fino a raggiungere la sensazione di pienezza. I cibi consumati sono preferibilmente dolci e carboidrati ad alto contenuto calorico.

Il disturbo non include le condotte compensatorie tipiche della bulimia, per questo è più frequentemente associato a diversi livelli di sovrappeso e/o obesità. A volte, ci sono casi in cui la perdita di controllo sul cibo è scatenata da pensieri o situazioni che producono alterazioni emotive, come depressione o ansia; in altri casi, la persona trova sollievo unicamente nell’abbuffata alimentare. Alcuni invece, dicono di sentirsi come “ipnotizzati”, “intorpiditi” o “fuori di sé”.

Come nelle crisi bulimiche dopo l’abbuffata segue un senso di colpa e un marcato abbassamento del tono dell’umore. L’insorgenza del disturbo da abbuffata compulsiva avviene tipicamente nella tarda adolescenza o all’inizio della terza decade, spesso dopo una significativa perdita di peso ottenuta attraverso una dieta fortemente restrittiva.